Pippo Baudo era un gigante della televisione italiana.
Quando ho lavorato per la prima volta al Festival di Sanremo come direttore d’orchestra ho avuto modo di frequentarlo per un po’: un uomo carismatico, essenziale nelle parole e rigoroso nei gesti, capace di tenere insieme palcoscenico e retropalco con naturale autorevolezza.
Di lui mi restano impressi il carisma e l’estrema professionalità, qualità che trasformano un semplice incontro in un’esperienza umana e professionale unica e formativa per chi vive la musica e la televisione dall’interno.
Una vera scuola di mestiere: vederlo al lavoro significava osservare una persona che a quella macchina complessa sapeva dare la sua armonia: tempi, ingressi, scalette, sguardi con la regia, decisioni prese in pochi secondi e sempre nella direzione del pubblico. E' li che ho capito che lo stile non è ornamento, ma metodo: preparazione, ascolto, rispetto dei ruoli e un’idea chiara di spettacolo che non tradisce la musica ma la esalta.
Voglio ricordare anche il maestro Pippo Caruso: figura fondamentale della nostra televisione musicale e compagno d’avventura di Pippo Baudo in molte edizioni e grandi varietà Rai. Con me è stato paterno e rassicurante, attento e gentile, capace di mettermi davvero a mio agio. Non sono una persona nostalgica ma conoscere dei professionisti così impoortanti sono stati passi importanti nella mia crescita professionale e umana.






















